Il premio maturità visto dalla giuria

MEMBRI

prof.ssa MirellaAdamo

prof. Aldo Badini

prof. Ugo Basso

prof.ssa Tiziana Bertani

prof.ssa Marina Bordonali

prof.ssa Francesca Franz

prof.ssa Laura Genovese

prof.ssa Marisa Oglio

prof. Carlo Perelli

IL PREMIO MATURITA’ VISTO DALLA GIURIA

Era giusto il 1999 il primo anno in cui gli studenti hanno affrontato l’esame di maturità trasformato dopo la riforma sperimentale prevista per un anno nel 1969 e replicata per trenta: e il Rotary Milano Sud-ovest proponeva un premio sul solenne modello del Ring conferito dall’imperatore d’Austria al migliore studente del suo impero. Dunque oggi un decennale, pur se con l’interruzione di due anni e se, dalla ripresa nel 2003, il premio viene organizzato dai giovani intraprendenti dinamici soci dei distretti Rotaract 2040 e 2050.

Non è stato casuale l’avvio del premio in quel 1999: il nuovo esame sembrava offrire agli studenti maggiori stimoli (la prova interdisciplinare, il coinvolgimento di tutte le materie dell’ultimo anno), maggiori occasioni (la valorizzazione dei risultati del triennio, il primo scritto in diverse tipologie, la possibilità di avviare il colloquio con un argomento scelto), maggiori speranze di una valutazione oggettiva (punteggio risultato di una somma invece di quel voto frutto di misteriose discussioni della commissione). Il nuovo esame avrebbe abbandonato la polverosa ritualità in cui era caduto e ritrovava nuovo interesse, anche nell’opinione pubblica. Simpaticamente il premio manteneva il nome Maturità, proprio mentre il linguaggio dell’ufficialità, che qualcuno chiama burocratese, sostituiva il vecchio nome con “esame di Stato conclusivo dei corsi di studi secondari superiori”.

Le attese purtroppo sono state soddisfatte molto parzialmente e prassi invalse negli anni successivi hanno ridimensionato il valore anche del nuovo esame: resta però che per ciascuno studente la sua è l’unica maturità -anche noi continuiamo a chiamarla così!- di cui ha esperienza, che affronta seriamente, magari con paura da cui si attende un risultato adeguato al lavoro svolto nel triennio e quella resta importante e memorabile. Qui il significato del premio proposto dall’iniziativa di un gruppo di giovani che probabilmente non hanno ancora dimenticato i patemi e le soddisfazioni della loro maturità vissuta da pochi anni, quasi a ricordare ai compagni più giovani che impegnarsi vale la pena, anche in questa società televisiva che sembra scommettere poco sulla cultura. Ed ecco il nostro compito, il compito della giuria, stabile da anni, formata da insegnanti di provata esperienza, come si diceva una volta, provenienti dalle diverse province. Insegnanti entusiasti di valorizzare il lavoro dei giovani e di offrire la propria competenza e sensibilità per una valutazione ponderata e serena.

Ci passano fra le mani gli elaborati migliori prodotti nella regione –ma ci auguriamo che il premio possa anche estendersi- e ogni anno ci troviamo nella piacevole difficoltà di scegliere i tre da premiare nella rosa di quelli selezionati individualmente da ciascuno. I compiti riconosciuti migliori si leggono ad alta voce, talvolta si rileggono, e ciascun membrodichiara le ragioni di apprezzamento: più rigoroso nell’informazione, ma meno brillante nell’esposizione; personale nell’argomentazione ricca di esperienze personali, ma con un’interpretazione discutibile della traccia; piacevole e convincente, ma poco attento alle “consegne” relative al saggio breve e all’articolo di giornale… E il tempo passa nel discutere non di promozioni strappate, come siamo abituati a fare negli scrutini, ma su chi scegliere fra giovani tutti meritevoli del premio.

Il tempo passa: con pazienza, siamo sempre riusciti a raggiungere decisioni unanimi, nonostante la nostra provenienza sia diversa, come diversi sono i gusti, i criteri di valutazione, che pur cerchiamo di omologare, e magari anche l’idea di scuola: ma la qualità dei testi selezionati finisce con raggiungere il consenso e concludiamo, con fiducia, speranza e un grande augurio che questi giovani trovino sempre piacere allo studio, occasioni per valorizzare le proprie qualità e un’attività all’altezza delle aspettative.

La giuria.

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